09
Apr-2013

Un viaggio attraverso l’America – di Nicoletta La Vite

Nel 2012, in preda a una voglia di cambiamenti, io e il mio compagno decidiamo di andare nella grande mela per imparare un po’ di Inglese.

Dopo avere frequentato la scuola per un mese, decidiamo di partire per una nuova avventura. Prendiamo la nostra sacca con dentro solo un cambio di vestiti, da alternare con quelli che abbiamo addosso durante la settimana che impegneremo ad arrivare a destinazione e voliamo a Chicago. La c è una bellissima Harley Davidson che ci aspetta.

Qui comincia la vera avventura.

Arrivati in centro a Chicago, prendiamo un taxi per andare da qualche parte fuori città a ritirare la moto che abbiamo noleggiato.

Da premettere: In questo mese di full immersion d’inglese non abbiamo imparato tantissimo, ma giusto il necessario per sopravvivere !

Non siamo tanto sicuri, ma abbiamo l’impressione che il taxista stia vagando senza meta!

Siamo solo noi troppo diffidenti oppure c’è qualcosa che non va?

Alla faccia della nostra diffidenza, il tassista si è comunque perso.

Fortunatamente Nicola, il mio compagno, è un tipo abbastanza organizzato e sempre pronto a qualsiasi evenienza.

Togliamo dalla nostra borsa il nostro GPS e cerchiamo di far capire all’autista che potevamo aiutarlo noi a trovare la direzione giusta.

Lui, uomo molto gentile e a questo punto probabilmente anche un po’ preoccupato, si lascia guidare e finalmente riusciamo ad arrivare al centro Harley Davidson, dove avevamo fatto la nostra prenotazione.

Ora abbiamo davanti a noi un ragazzone, il corpo pieno di tatuaggi, che parla cosi velocemente, che noi, con il nostro inglese fresco di scuola, non riusciamo capire una sola parola di ciò che dice.

L’unica cosa che ci stiamo portando dietro sono i nostri caschi personali, fatti arrivare dall’Italia con un carico speciale (la sorella di Nico, che è venuta a trovarci mentre alloggiavamo a New York), i giubbotti da motociclista e le due borse.

Il ragazzone continua a indicare dove mettere la firma su mille fogli che ci presenta davanti e una volta terminato rimane solo una cosa da fare, la più importante: strisciare la nostra carta e siamo pronti a partire.

Prima di lasciare il centro del noleggio, sempre lo stesso tatuaggio vivente ci spiega cosa fare e dove andare in caso avessimo bisogno di assistenza durante il tragitto, ci lascia i suoi numeri di telefono e una volta alla porta ci augura buon viaggio.

E che buon viaggio sia!

Il ragazzone si allontana e noi senza parole e pieni di dubbi ci guardiamo con aria perplessa.

Non abbiamo tempo da perdere però, il caldo ci assale e la Route 66 ci attende.

Sistemiamo le borse sulla Harley, ci infiliamo casco e giubbotto e siamo pronti ad affrontare questa nuova avventura.

Che Dio ce la mandi buona

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