Siamo al mare a Torre dei Corsari, sulla Costa Verde. Non conosco l’esatta origine del nome di questo tratto costiero della Sardegna, ma la prima cosa che mi viene in mente è per via del colore dell’acqua, che a differenza di altre zone dove per via della sabbia chiara il mare è turchese, qui la sabbia color oro conferisce all’acqua un colore verde smeraldo. E’ forse la terza volta in tutta la mia vita che vengo in questo posto ma mi affascina sempre questa distesa immensa e la sua torre spagnola in cima alla collina con una panoramica su tutto il litorale circostante. Prima di andare via, ci fermiamo al chiosco di legno stagionale che serve panini e bibite fresche. Una mappa della zona con tutte le attrazioni da visitare è disponibile al banco, per i turisti e per i più curiosi.

Siamo i soliti quattro dell’apocalisse: mio fratello, la mia amica Agnese, Enrico ed io. Consultiamo velocemente la brochure e leggiamo quali sono le diverse località della zona. Tra le più note ci sono Piscinas, dove siamo già stati alcune volte; Scivu, ancora selvaggia e incontaminata e Funtanazza, venuta alla ribalta qualche anno prima per via del progetto di ristrutturazione della vecchia colonia “Casa al mare Francesco Sartori” che in estate ospitava i figli dei minatori.

E poi c’è Pistis, a noi del tutto sconosciuta. Data la nostra innata curiosità di scoprire nuovi posti, ci ripromettiamo di visitare questa spiaggia nei giorni successivi. Arrivati a casa la sera, ci mettiamo subito all’opera per trovare le indicazioni stradali per arrivare alla nostra nuova meta. “Non dev’essere tanto lontano da Torre dei Corsari” dico a Enrico mentre consultiamo Google Map. “Dobbiamo rifare la stessa strada e poi svoltare da qualche parte una volta arrivati a Sant’Antonio di Santadi”.

Due giorni dopo, armati della nostra solita attrezzatura fotografica e tanta voglia di avventura, partiamo alla volta di Pistis. Ripercorriamo strade a noi conosciute e arrivati a Sant’Antonio, invece di proseguire sulla sinistra come siamo soliti fare, le indicazioni ci dicono di svoltare a destra e guidare per almeno altri tre kilometri. “Strano, avrei giurato che Pistis fosse a sud di Torre dei Corsari, mentre cosi facendo risultiamo a nord” “Forse la strada fa un giro nelle campagne e ci riporta più giù” dice Enrico. Pochi minuti e ci ritroviamo in quello che sembra un piccolo centro abitato.

Non ancora molto convinti di avere imboccato la strada giusta, chiediamo a un passante quanto mancasse ancora prima di giungere a destinazione. Il signore ci guarda allibito, come se stesse parlando con un branco di deficienti, volge lo sguardo in alto e sopra la sua testa notiamo un cartello con la scritta “Benvenuti a Pistis” che non lascia dubbi sul fatto che siamo effettivamente già arrivati. Riscendiamo lungo una strada sterrata che porta al parcheggio ed Enrico con fare perplesso esclama: “Ma qui ci siamo già stati!” “Enrico, non dire idiozie! (sempre molto carina e gentile nei confronti del mio amico). Io di sicuro non ci sono mai venuta e tantomeno ci sei già stato tu!” “Eppure quella laggiù mi sembra Torre dei Corsari!” “Come può essere Torre dei Corsari a sinistra se sulla cartina Pistis è più in basso! Se cosi fosse, la Torre dovrebbe risultare a destra!” “Eppure c’è qualcosa di molto familiare in questo luogo”

Una volta arrivati in spiaggia, scoppiamo tutti quanti in una fragorosa risata. Tanto abbiamo detto e fatto per visitare una nuova località, che effettivamente ci ritroviamo nello stesso posto in cui eravamo due giorni prima. Semplicemente la parte sinistra dello spiaggione si chiama Pistis, mentre quello destro e’ Sabbie d’Oro di Torre dei Corsari. Vabbeh, una passeggiata sulle rocce sulla nostra sinistra non ce la leva nessuno neppure oggi.

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