14
Mag-2013

Sulla via per l’Alhambra

Una volta scesa alla cattedrale e non volendo percorrere la Gran Via de Colon, che mi sa tanto di “commerciale”, mi aggiro per le stradine interne della città. C’è una chiesa praticamente a ogni angolo qui, tutte chiuse ovviamente, che decido di continuare la mia passeggiata verso le altre mete del mio giro a Granada. Mi fermo in un negozietto di souvenir per acquistare una mappa in modo da capire meglio come muovermi. La mappa è della grandezza di un lenzuolo: Non la tienes mas pequena??? Metto in pratica il mio spagnolo improvvisato e il negoziante mi capisce. Vorrei una cartina tascabile, di quelle che si piegano a ventaglio e che posso tenere in tasca. Questa pero’ è l’unica che ha ed io investo i miei due euro e cinquanta in qualcosa che usero’ solo una volta rientrata a casa la sera, giusto per la curiosità di capire quanto ho camminato. Riprendo la mia passeggiata alla cieca, da qualche parte arriverò! Nel caso mi perdessi, chiederò informazioni su come ritornare in un punto già conosciuto, come faceva mio padre durante i suoi viaggi, padronanza della lingua permettendo!

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sulla via per l’Alhambra – on the way to the Alhambra

Arrivo a una rotonda che segna la fine della Gran Via, quando sulla sinistra noto un’altra chiesa! Toh! Strano, non ne ho ancora visto finora! In una stradina sulla mia destra c’è un cartello in bella mostra che indica “Alhambra”. Mi ricordo di ciò che mi è stato riferito prima di partire stamattina: ti conviene prendere un taxi perché la salita è molto ardua. E che sarà mai? Ho fatto di peggio, penso, durante le mie escursioni.  Arrivo a un’arcata che immagino indichi l’ingresso all’Alhambra e comincio a percorrere un sentiero ripido che attraversa un parco dalla vegetazione foltissima, quasi da sembrare un bosco.

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Generalife – Granada

Non sono neppure a metà strada ancora che già penso di avere fatto la scelta sbagliata quando ho deciso di arrivare sino in cima a piedi. Il fiato si fa corto e le gambe pesanti e, come succede ogni volta, penso che dovrei smettere di fumare prima o poi.  Mi faccio coraggio, poiché davanti a me un gruppetto di arzilli anziani ha un passo svelto e slanciato. Se ce la fanno loro, riesco a farcela pure io! O almeno spero, altrimenti dovrò cominciare seriamente a preoccuparmi. Il museo è chiuso di lunedì ma voglio comunque fare qualche foto dall’esterno, non sapendo se mi sarà possibile tornare a Granada prima della mia partenza. “Guapa, un regalo por ti!” La gitana mi si avvicina e mi infila un mazzetto di rosmarino nella scollatura della maglietta. A parte il fatto che già mi da sui nervi che mi abbia messo le mani addosso, poi memore delle avvertenze della mattina, la allontano bruscamente. Non so quale tipo di imprecazioni stia dicendo, ma mentre continuo la mia salita, la sente borbottare qualcosa a cui presto davvero poca attenzione. Non vorrei che riuscisse a rovinare la mia giornata con le sue bestemmie. Orecchio non sente, cuore non duole e maledizione non attacca!

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Finalmente arrivo ai giardini della struttura, i “GENERALIFE”, da leggere in spagnolo e non inglese come ho fatto io quando ho chiesto cosa fosse questo “General Life” e nessuno riusciva a capire di cosa parlassi. Al contrario di quanto mi è stato riferito, l’Alhambra è aperta, ma non avendo acquistato il biglietto in anticipo, devo rinunciare alla visita all’interno e accontentarmi di fare le mie duemila foto soltanto alle mura e a qualche parte ancora aperta al pubblico. Fortunatamente il percorso per tornare in centro è tutto in discesa e la traversata del parco all’ombra degli alberi è proprio ciò che mi serve dopo avere trascorso tre ore sotto il sole cocente.

E meno male che avevano previsto pioggia!

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