28
Ago-2013

Sardinia, hello and good-bye!

La fine della vacanza in Sardegna è ormai alle porte. Ieri per la prima volta da quando sono arrivata a casa, ho dormito con una coperta sul letto e con le finestre chiuse. Faceva freddo, segno forse dell’alzarsi del maestrale o segno forse che l’estate è finita, almeno per me.

Siamo agli sgoccioli, al giro di boa…ancora qualche giorno e si ritorna negli Stati Uniti. L’Alitalia mi riporterà a New York, dove dovrò organizzarmi un’apparenza di vita “normale”. Questo 2013 è stato un anno di innovazioni, cambiamenti, rinunce, decisioni e qualche colpo di testa, ma posso francamente dire che è stato uno dei periodi più belli della mia vita. Ho viaggiato per quanto ho potuto, la valigia sempre pronta per una nuova e improvvisa partenza; ho visitato luoghi lontani e vicini, luoghi famosi e luoghi dimenticati, luoghi belli e meno belli, luoghi interessanti e luoghi rilassanti. Ho camminato per ore in città a me sconosciute, ho viaggiato per kilometri e kilometri in terre straniere ma come sempre accade, non ho potuto rinunciare al ‘viaggio del cuore’. Sono tornata come sempre in Sardegna, terra di mare che accarezza le sue coste e di fuoco che brucia boschi, case, sogni e speranze; terra di vacanze e vacanzieri e terra stuprata dai piromani e dalla inciviltà di chi non ha rispetto per nulla, forse neanche per se stessi.

E’ sempre bella però la mia isola, nonostante il caldo torrido che mi ha accolto al mio arrivo e che ora lascia spazio a una leggera brezza di fine estate, anche se è vero che qui non si sa mai quando finisce davvero l’estate, almeno in termini metereologici.

Anche la spiaggia di Costa Rey ieri, meta obbligatoria e ricorrente del mio soggiorno, è apparsa semideserta davanti ai miei occhi, cosi diversa da com’era appena una settimana fa con gli ombrelloni colorati a creare un tappetto variegato che si estendeva per tutta la lunghezza dell’arenile. E poi i saluti agli amici di sempre; esistono colleghi di lavoro ed esistono anche i ‘colleghi di vacanza’, puntuali e immancabili, uno di quei punti fermi nella vita di ciascuno di noi. Abbiamo timbrato il cartellino all’arrivo, timbriamo ora il cartellino all’uscita…Non ci rivedremo domani alla solita ora, ma è quasi certo che ci rivedremo tra un anno alla stessa ora, allo stesso posto a timbrare di nuovo l’ingresso in Sardegna. Cosi mi rimangono ancora pochi giorni, felice per le cose che ho fatto e che ho visto e col rammarico di non avere potuto fare e vedere di più. Mi sono ripromessa un “rientro in patria” primaverile, quando le temperature sono più miti e quando il richiamo del mare non è cosi forte come nel periodo estivo. Ora non mi resta che tornare a New York per fare in modo che tutto ciò succeda.

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