13
Apr-2013

Arrivo a Porto Pino durante una giornata settimanale, sperando non ci sia troppa gente.

È estate, agosto per la precisione, il mese delle ferie, per cui è una speranza vana.

Non ci sono mai stata, ma ne ho sempre sentito parlare che ovviamente ora che ho la possibilità e il tempo per farlo, non posso certo perdere questa occasione.

Attraversiamo lo sterrato che ci porta fino al parcheggio e una volta arrivati, ci aspetta ancora una bella camminata prima di arrivare in spiaggia.

Il mare è bello, come ovunque in Sardegna, ma sinceramente non vedo quale sia il fascino di questa località poiché ho visto posti altrettanto belli, se non di più belli.

Questo sino a quando non decido di abbandonare la nostra postazione e mi sposto lungo la fascia sinistra dell’arenile.

Ma questo è un paradiso!!!

Dune candide e altissime si presentano davanti ai miei occhi come un miraggio in mezzo al deserto.

Più mi avvicino e più mi accorgo di quanto siano grandi, soprattutto guardando le figure delle persone, che in barba al guardiano, sembrano perdersi in questo oceano di sabbia.

Il divieto di accesso è stato concepito in maggior parte per prevenire le dune dall’erosione e in buona parte per proteggerle dall’inciviltà di alcuni visitatori. 

Lo spettacolo che si presenta davanti ai miei occhi una volta raggiunta una cima un po’ più alta è incredibile.

Voltando le spalle al mare sembra davvero di essersi persi in mezzo ad un deserto e solo in lontananza si scorge un po’ di verde delle campagne della Sardegna.

Dall’altra il mare, il mio mare, di un turchese trasparente da sembrare quasi una piscina, come se poi le piscine fossero più belle del mare!! Ma è un paragone che si usa fare, come quando si guarda un fiore e si dice: “E’ cosi bello che sembra finto!!”

Si, aggiungerò Porto Pino alla lista dei miei posti preferiti e soprattutto ne decanterò cosi tanto la sua bellezza che la gente si sentirà incuriosita’ e vedrà vedere con i propri occhi questa perla del Mediterraneo.

Si alza il maestrale, l’acqua comincia a incresparsi, gli asciugamani spariscono sotto un cumulo di sabbia spostata dal vento e la gente comincia a scappare per cercare riparo dalla sensazione di mille aghi pungenti che infieriscono sul corpo.

Noi seguiamo a ruota, percorrendo il cammino inverso per tornare alla macchina.

Mi giro per dare un ultimo sguardo a questa mia nuova scoperta, sapendo di già che tornerò prima o poi a gustarne tutta la sua bellezza.

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