17
Apr-2013

Ciao papa’,

Sai che finalmente sono riuscita a visitare la Maddalena? E’ da quando abbiamo ritrovato il tuo diario di guerra che l’interesse per questa piccola isola è cresciuto e volevo vedere con i miei occhi i posti di cui ci hai parlato. Ricordo ancora come si illuminarono i tuoi occhi quando cominciasti a leggere ad alta voce i tuoi racconti e la tua mente torno’ indietro nel tempo.

Sono sul battello ora, in attesa di attraccare al porto. Mi guardo intorno, e con la mente rivivo le tue parole, i tuoi ricordi del giorno in cui gli incrociatori italiani Gorizia e Trieste, ormeggiati nelle acque dell’arcipelago e considerati i gioielli della Marina Italiana, furono bombardati e affondati dagli aerei americani. Certo che la Maddalena allora era un’isola diversa. Ora è forse una delle mete turistiche più ambite e ricercate. Il piccolo porto è affollato dai turisti e lungo le sue vie, negozi, ristoranti e attività commerciali di ogni genere. Abbiamo imbarcato anche la macchina, perché’ voglio assolutamente girare questo posto in lungo e in largo, per quanto sia possibile durante la giornata. Ovviamente una tappa è d’obbligo anche Caprera, l’isola di Garibaldi e il museo a lui dedicato. C’è talmente tanta gente che dobbiamo fare una fila di due ore per entrare e conoscere qualcosa in più sull’eroe dei due mondi. La sua casa, le sue cose, l’albero piantato nel cortile di casa sua quando nacque la prima figlia e ora, dopo tanti anni è una presenza maestosa in quella che fu la sua tenuta in Sardegna.

Ripercorriamo il ponte che collega le due isole e cominciamo il nostro tour a La Maddalena. Ci sono i caseggiati sino a qualche tempo fa occupati dalla Marina Americana, vuoti e abbandonati da quando fu deciso che la presenza della base Nato non aveva piu alcun senso di esistere e gli Americani dovettero abbandonare l’isola, tra consensi e rimpianti. Negli ultimi anni quest’isola è stata centro di dibattito, soprattutto quando fu deciso di tenere qui la riunione dei G8 e tanti lavori furono cominciati per questo motivo, e poi mai finiti perché’ l’allora nostro primo ministro decise di spostare l’evento a L’Aquila, dopo le vicende del terremoto. Tutto è fermo e immobile ora, che questa parte del paese sembra quasi un villaggio fantasma.

Risaliamo lungo la costa orientale dell’isola. Lo sai, non è tanto grande quindi ci possiamo permettere il lusso di fermarci in diversi posti lungo la strada e godere il panorama. Chissà se sei mai passato lungo questi sentieri, se hai mai calpestato queste strade. Cerco di immaginare come potesse essere tempo fa. Alcune zone sono ancora selvagge e non ci sono costruzioni di nessun genere che mi piace immaginare che i miei occhi ora vedono esattamente le stesse cose che vedevi tu allora. Dopo una sosta in una piccola baia per un bagno rinfrescante in queste acque magnifiche, percorriamo la strada che ci porta in cima alle colline che sovrastano l’isola. C’è un posto che si chiama La Guardia Vecchia, molto probabilmente un posto di vedetta credo. Ricordo la storia che ci raccontasti: quando sentiste le bombe cadere e vedeste il fumo alzarsi nel cielo, il tuo comandante ti affidò l’incarico di capire cosa fosse successo. Mi chiedo se sia proprio questo il punto in cui riuscisti a vedere le due navi danneggiate e i corpi dei tuoi commilitoni galleggiare senza vita nelle acque tra La Maddalena e Palau. E chissà dov’è il cimitero dove con i tuoi compagni seppelliste i vostri morti, a volte rimpiazzando i cadaveri già presenti, a causa della carenza di posto. Sono anch’io ora qui, in quel punto da cui si può ammirare tutta la baia e le lacrime mi riempiono gli occhi.

Questo è il posto dove mio padre ha vissuto uno dei momenti cruciali della sua vita. Sembra stupido vero papà, che mi venga da piangere pensando a questo? Che mi venga da piangere pensando che tu non ci sia più e non posso tornare a casa e raccontarti delle cose che ho visto, delle sensazioni che ho provato sapendo che anche tu sei stato qui tanto tempo fa?

Non so dove spedire questa lettera. Non ci hai lasciato nessun indirizzo, nessun recapito dove poterti rintracciare quando a luglio sei andato via. Però vivi ancora nel mio cuore e magari queste mie parole riusciranno a raggiungerti comunque ovunque tu sia.

Ti voglio bene.

 

 

 

 

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