30
Apr-2013

Le vie di Palermo- di Raffaella Saba

Talvolta mi capita di accompagnare i turisti che alloggiano al mio B&B in giro per i mercati del Capo, Ballarò e Vucciria.

Ero nella mia zona, quartiere Capo/Tribunale e in uno dei soliti percorsi mi sono persa. Come mai? E’ che chiacchieravo amabilmente e ho mancato una traversa. Mi stava già venendo il panico, più per la figuraccia che non per la paura di aver perso le coordinate. Questo fatto però mi ha dato modo di conoscere una storia, quella di questa viuzza piccola piccola che collega il mercato di Sant’Agostino con quello del Capo portando in Piazza Beati Paoli. Sono infatti capitata, a mia insaputa, in Via delle Sedie Volanti. Affascinante, no? Uno si chiede: “ma che è successo? Una battaglia a colpi mortali di sedia??”. E invece no. La via prende il nome della natura del mestiere che lì si esercitava: costruttori e venditori di sedie. Ma non sedie qualunque, bensì portantine, sedie particolari costituite da una specie di barella, poi coperta da un baldacchino che serviva per portare in giro i nobilotti locali. Venivano portate a spalla, dunque sollevate dal terreno, ecco il perché del nome “sedie volanti”. Nel Museo Etnografico Pitré ve ne sono alcuni esemplari, con le due robuste aste di legno e riccamente addobbate. La strada perde il suo fascino con le numerose insegna di vendo/compro oro usato, ma dietro c’è un pezzo di storia di una grande città che non si può dimenticare. Mi viene in mente la “via Tziu Su Topi” (questo per gli immigrati senorbiesi in particolare!!): impossibile scordare quello che rappresenta nella memoria popolare nonostante sia stata camuffata con altro nome. 

Ma la zona del mercato del Capo riserva altre sorprese. Dato che mi sono persa tanto vale continuare a farlo. Ho perciò deciso di imboccare strade sconosciute, con la scusa di far conoscere le due facce della medaglia di una città così variegata. Ho scoperto altre vie dal nome bislacco. Per esempio via Gioiamia. Si trova a due passi dalla Cattedrale, e si racconta che in passato una vecchietta gentile e garbata vivesse qui, dove vendeva anche la frutta. Per attirare i suoi clienti li chiamava “gioia mia” e da allora, visto il grazioso uso, tutti gli abitanti della zona cominciò a chiamare la via Gioiamia. Sempre in zona un’altra via dei mestieri: via Carrettieri. Qui vi abitavano molti costruttori di carri e carretti siciliani. Tornando a casa invece ho trovato simpatico il nome della strada che fiancheggia il Tribunale di Giustizia. Nome azzeccato: via Scippateste. Si racconta che questo nome venne dato alla via dopo che un marito, avendo colto la moglie in flagrante adulterio, colto da follia passionale ha “scippato” le teste degli amanti per esporle alla vista dei vicini abitanti. Uè, mica si scherza qua…

Scoprire Palermo attraverso le vie è un esperimento che voglio ripetere!

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