16
Apr-2013

Le vecchie miniere e Piscinas

“Facciamo il tragitto più breve o prediamo la vecchia strada delle miniere”?

Ma che domanda è! E’ normale che la mia risposta sara’ quella di passare attraverso il vecchio e ormai in disuso, villaggio dei minatori.

Stiamo andando a Piscinas, sulla Costa Verde.

Non vorrei sbagliarmi, ma credo che la distanza da percorrere sia di circa sessanta kilometri.

Considerato però che ogni duecento metri ci fermiamo a fare le foto ai ruderi lungo la strada, agli alloggi ormai abbandonati da decenni, alle vecchie e fatiscenti strutture minerarie, impieghiamo circa tre ore ad arrivare a destinazione.

Piscinas è un’immensa distesa di sabbia dove si può trascorrere una giornata tranquilla senza paura di calpestare i piedi al vicino d’ombrellone.

Anche qui le dune sono una delle principali caratteristiche e attrazioni della zona, ma a differenza di Porto Pino, dove la sabbia è bianchissima, qui l’arenile ha il colore dell’oro.

Proprio per questo motivo anche il colore dell’acqua cambia e invece del turchese, il mare qui è verde smeraldo.

Ci sono ancora reminiscenze della vecchia attività mineraria: i binari che portavano i carrelli colmi di blenda e galena, da cui si ricavano rispettivamente zinco e piombo, arrivano sino al molo in riva dove venivano poi caricati sulle navi da trasporto e sono ancora visibili lungo l’arenile.

Ci sono anche alcuni dei vecchi carrelli, arrugginiti dal tempo e dalle intemperie, parte di un piccolo museo all’aperto che ricorda e racconta il passato di questa zona.

L’unica struttura presente sull’immensa spiaggia, a parte i due chioschi stagionali costruiti in legno, è una dei vecchi edifici della mineraria, ormai ristrutturato e convertito in un albergo di lusso, lontano veramente da tutto e da tutti.

La passeggiata è come il solito d’obbligo.

Un ginepro testardo, come solo i nativi della Sardegna sanno essere, è cresciuto in mezzo alla sabbia; il caratteristico legno contorto e l’inclinazione dell’albero causata dal vento, lo fanno diventare uno dei miei soggetti fotografici preferiti di questa giornata.

Un gregge di capre arriva all’improvviso dalle colline circostanti a pascolare lì vicino, creando meraviglia ed entusiasmo tra tutti i bagnanti.

Siamo sulla costa ovest, per cui possiamo finalmente ammirare un tramonto sull’acqua.

L’orizzonte si accende di fuoco, le ombre si allungano e noi, in attesa di riprendere la via del ritorno, ci godiamo questo spettacolo seduti in spiaggia con rigorosamente una Ichnusa in mano.

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