20
Apr-2013

L’arcipelago della Maddalena

Una gita in barca quando si è in Sardegna dovrebbe essere obbligatoria. Se poi si va a visitare l’arcipelago della Maddalena, allora oltre che obbligatoria è anche un’esperienza incredibile.

Usciamo la mattina presto dal nostro albergo ad Arzachena perché dobbiamo essere a Poltu Quatu non più tardi delle 8:00am. Gruppi diversi di persone sono già al molo in attesa di partire e noi ci guardiamo intorno cercando di capire quali saranno i nostri compagni di viaggio, poiché ci sono diverse agenzie che organizzano le escursioni.

Siamo dodici persone sulla barca: il mio amico Enrico ed io, i miei amici venuti da New York Donna e Paul, una coppia siciliana, una coppia romagnola, una famiglia austriaca composta da madre, padre e due bambini e un’anziana coppia britannica. Dobbiamo trascorrere l’intera giornata tutti insieme per cui cominciamo subito a socializzare.

La prima fermata è per vedere la famosa spiaggia rosa di Budelli, ma dobbiamo accontentarci di ammirarla da lontano. La decisione di vietare l’accesso fu presa per ridare alla spiaggia il suo equilibrio naturale. Durante il corso degli anni infatti fu saccheggiata a tal punto dai turisti, quasi ad arrivare alla completa sparizione della sua sabbia rosa, colore dovuto allo sbriciolamento di milioni di gusci di animali marini rosacei, e oggi la si può visitare, solo se accompagnati dalle guide del Parco.

Ci accontentiamo di una sosta di sue ore sull’altro lato di Budelli: un bagno nelle acque cristalline, la solita escursione fotografica tra rocce e cespugli e siamo pronti per tornare sulla nostra barca dove ci aspetta un pranzo a base di pecorino, salumi sardi e malloreddus alla campidanese, al sugo di pomodoro e salsiccia.

Accompagniamo il pasto con una bottiglia di cannonau per gli amanti del vino rosso e una bottiglia di vermentino per gli amanti del vino bianco. Io che di vino non capisco nulla, li bevo entrambi, tanto per non sbagliare! Un bagno al largo, dove abbiamo ormeggiato per poter mangiare e si riparte alla volta di Spargi.

Un paradiso! Non c’è niente da fare, m’innamoro di nuovo!

Sono cosi felice di avere convinto i miei amici che questo giro in barca andasse fatto ad ogni costo! E sono felice di avere scelto la barca a vela (anche se poi siamo andati a motore giacché non tirava un filo di vento!) se non altro per il numero limitato di persone a bordo.

Durante la giornata è capitato di incontrare i famosi barconi turistici di massa, dall’aria triste da imbarcazione di profughi. Quando poi si fermano per permettere ai passeggeri di fare un bagno nelle acque dell’arcipelago, sembra di assistere a una scena del Titanic, anche se fortunatamente con temperature sicuramente migliori.

Purtroppo non abbiamo tanto tempo per visitare le altre isole: Santo Stefano, Santa Maria e Razzoli saranno molto probabilmente la meta di una prossima vacanza. 

Mannaggia, significa che dovrò fare questo sforzo e tornare prossimamente da queste parti.

Va bene, mi sacrificherò!

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