29
Mar-2013

India!!

Quindici ore di volo per arrivare a Delhi.

Volo diretto ovviamente, perche volevo evitare scali in improponibili parti del mondo.

Appena uscita dall’Indira Ghandi International Airport, ho un sorriso un po’ ebete stampato sulla faccia. Mi rendo subito conto di essere in India. C’e’ un inconfondibile profumo di spezie nell’aria, anche se non saprei definire esattamente quali. Ma sono in India, questo e’ certo.

Il sorriso si allarga quando vedo i taxi passare, macchine d’altri tempi che quasi mi sembra di essere negli anni cinquanta.

Aspetto Vikram, che e’ ovviamente in ritardo. Mi chiama per dirmi di essere bloccato in mezzo al traffico. Una delle sue solite scuse penso io, sino a quando poi, dopo avere sperimentato di persona, mi rendo conto che e’ una scusa piu che plausibile.

Ci dirigiamo verso casa e gia’ comincio a riempirmi gli occhi delle cose che mi circondano. Una tristezza infinita si impossessa del mio cuore nel vedere capanne di stracci e pietre lungo le strade e mi rendo conto che quelle sono abitazioni. Vikram e Bhawna mi dicono che questo e’ il paese degli estremi: il quinto paese al mondo per il numero di miliardari e un’estrema povertà dall’altra. Case lussuosissime e capanne. Macchinoni elegantissimi e Api Piaggio verdi e gialle mascherate da taxi, dove ho visto viaggiare anche otto o dieci persone alla volta, ammassati l’uno sull’altro, autista incluso.

Gli autisti indiani sono convinti che il clacson sia un’estensione naturale del proprio corpo, e in quanto tale, deve essere utilizzato piu spesso possibile per evitare che si atrofizzi: lo si usa per segnalare un sorpasso, lo si usa per fare spostare gli automobilisti, i ciclisti, i rickshaw, i centauri (alle volte anche tre o quattro persone sulla stessa moto – inclusi bambini!), i carretti, sia trainati da animali che da essere umani, le vacche, i maiali  e chi più ne ha più ne metta.

E’ la mia prima volta che viaggio in una macchina con la guida a destra e vedere gli altri veicoli venirmi incontro dalla parte sbagliata non e’ una bella sensazione. Se poi si prende in considerazione che le linee di mezzeria sono un optional qui, come sono optional gli stops e quasi tutta la segnaletica e le regole stradali, allora vi lascio immaginare la sensazione di terrore che mi attanaglia lo stomaco.

Ma finalmente si arriva a casa. Vivi. Sistemo la mia roba, una doccia veloce e mi preparo per la prima serata in giro per Delhi.

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