15
Mag-2013

In giro per Granada – Albaycin

Terminata la visita all’Alhambra, mi rimane ancora qualche ora da trascorrere a Granada. Non posso non vedere l’Albaycin, il quartiere arabo, in cima al colle che sovrasta la città. Controllare la mappa è impossibile, date le dimensioni e il vento che non mi permette di spiegarla, perciò mi affido ancora una volta al mio istinto. Avevo memorizzato in precedenza i vari quartieri che volevo visitare quindi trovo subito la mia strada. Percorro buona parte della passeggiata lungo il Rio Darro, un piccolo corso d’acqua che costeggia la collina sulla quale è costruita l’Alhambra e mi rendo subito conto di non essere troppo lontano dall’Albaycin.

Le case alla mia sinistra sono bianche, le stradine strette e le scalinate che mi portano in cima ovviamente ripide.  Non poteva che essere cosi, visto i precedenti. Sarà la formazione morfologica dell’Andalusia, ma qui è tutto costruito su colli e montagne. Ho fatto trenta e si fa trentuno. Riprendo un attimo il fiato e comincio l’ennesima scalata. Ogni volta che svolto un angolo, trovo un’altra scalinata ad aspettarmi e incuriosita da quello che potrebbe essere il paesaggio dall’alto, continuo a salire, almeno fino a quando le gambe reggono. Mi do dell’incosciente per andare in giro senza una meta, senza sapere esattamente dove sono e soprattutto per percorrere delle strade completamente deserte. E’ pomeriggio e le persone molto probabilmente sono al lavoro o in casa a fare la siesta. Mi aggiro per il quartiere alla cieca, imboccando le vie che mi più mi attirano e finalmente la vista su Granada mi ripaga della fatica fatta per arrivare sin quassù.

Da una parte la Sierra Nevada con le sue cime innevate e dall’altra i tetti della citta e la cattedrale che spunta proprio in mezzo ad essi mi offrono uno spettacolo indimenticabile.

Comincio a sentire i morsi della fame, ma soprattutto ho bisogno di sedermi per qualche minuto prima di crollare al suolo esausta. Mi dirigo nuovamente verso il centro e mi fermo in Plaza de la Romanilla, senza nessun motivo particolare se non quello di avere trovato un ristorantino con i tavoli all’aperto, dove posso finalmente ordinare una cerveza e qualche bocadillos (mi sento molto orgogliosa del mio spagnolo!). Finalmente una pausa per le mie membra stanche! Devo ringraziare New York per avermi abituata a camminare parecchio, altrimenti non sarei mai riuscita a vedere così tanto in così poco tempo.

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