Il tempo qui fa un po’ come gli pare. Passiamo dal caldo intenso, tanto da avere la sensazione che il cervello stia friggendo, a momenti in cui devo infilarmi il maglione legato in vita, che da persona previdente ma soprattutto avvisata, mi porto sempre dietro. Questi ultimi due giorni sono stata in visita ad Almunecar; l’ho girata in lungo e in largo con la mia amica Aurora, poiché’ lei aveva entrambi i pomeriggi del fine settimana liberi e soprattutto perché non trascorrevamo tanto tempo insieme da quasi vent’anni.

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oh palm tree! You are like me, stranger in the western world, so far from your country. 

Oggi ci siamo dedicate alla parte sud della città, che scopro essere molto più grande di quanto avessi creduto in un primo momento. Il turismo qui è stato per anni una delle principali fonti di guadagno e anche la causa di un abusivismo edilizio sfrenato, tanto che alcune colline che si affacciano direttamente sul mare sono state sventrate per fare posto a dei mostri di cemento, tra alberghi e case private. La crisi economica degli ultimi tempi ha però troncato le gambe a tantissime attività ed io non faccio altro che notare cartelli affissi con “Se alquila” cioè “in affitto” o “Se vende”, sia sulle serrande dei locali commerciali che sui portoni o appesi ai balconi di case e appartamenti. Che tristezza penso, perché’ immagino che la situazione in Italia non sia tanto diversa: due paesi di una bellezza straordinaria, ricchi di storia e di cultura e in preda alla crisi più nera.

Ma sono qui per ammirare le bellezze del posto piuttosto che rammaricarmi per una politica corrotta che ha messo in ginocchio un’intera popolazione e mi dedico pertanto al mio giro turistico. Alcune dei posti che vorrei visitare sono chiusi per restauri, in preparazione per la stagione estiva che non è poi così lontana per cui mi devo accontentare di ciò che in questi giorni è disponibile. La prima sosta è al Parco Botanico del Majuelo, dove sono presenti piante provenienti da diverse parti del mondo e costruito intorno ad un antico allevamento ittico dell’epoca romana. Io sono qui da appena tre giorni, fermandomi giusto il tempo di dormire la notte e comincio a risentire della stanchezza. Il cambiamento repentino e costante delle temperature mi rende ancora più insofferente che a questo punto le rovine romane non potrebbero interessarmi di meno.

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Ancient Roman Fish Salting Factory

Fortunatamente non troppo lontano da lì c’è il Palacete della Najarra, un palazzo neo-arabico risalente al diciottesimo secolo, ora sede dell’ufficio del turismo di Almunecar, dai colori vivaci e soprattutto con un giardino dotato di fontana e panchine dopo possiamo trovare un po’ di ristoro.

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Aurora and I at Palacete de la Najarra

Abbiamo deciso di rientrare presto oggi per cui attraversiamo velocemente le vie del centro storico e arriviamo a casa in tempo per una cena veloce e il notiziario della notte per vedere cosa succede nel mondo (il mio spagnolo migliora di giorno in giorno! Ancora non lo parlo ma mi rendo l’orecchio si sta abituando alla musicalità di questa lingua) che magari domani in giro per Granada da sola non avrò troppi problemi a comunicare. Non vedo l’ora!!!

 

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