11
Apr-2013

Il sito Maya di Chichen Itza

E’ il penultimo giorno di vacanza in Messico.

Già mi piange il cuore al pensiero di rientrare a New York al freddo e al gelo. Avrei voluto vedere tante cose, molte più cose, ma il tempo è tiranno e quindi scelgo come meta il sito Maya di Chichén Itza. Questa volta Gianluca è al lavoro, per cui dovrò affrontare il viaggio e la giornata da sola. Compro il biglietto presso un’agenzia e incluso nel prezzo ho una visita presso un cenote, il pranzo, il sito Maya e una sosta veloce nella città storica di Valladolid. La mattina il bus viene a prendermi sotto casa alle 7:30. Non è quello ufficiale, poiché dovrò fare cambio non si sa esattamente dove, ma lo scoprirò presto.

Faccio amicizia con una coppia di americani che viaggiano insieme con me, almeno non mi sento troppo sola. Ovviamente il bus ufficiale che doveva partire alle 9:30 è in ritardo e noi ci troviamo in mezzo al nulla, in uno spiazzo enorme fuori Cancún, ad aspettare che arrivi. Ma questo è il Messico e bisogna abituarsi se non si vuole correre il rischio di un’ulcera. Finalmente si parte, forse siamo una trentina di persone provenienti da tutte le parti del mondo.

La nostra guida ci spiega che la prima sosta sarà al cenote, ossia una pozza d’acqua sotterranea che pare fosse un luogo sacro dei Maya, dove possiamo anche fare il bagno. Apparentemente, nello stesso cenote furono girate alcune scene di Laguna Blu con Brooke Shields e ci dicono che se si fa il bagno li, poi si diventa come lei. Io ho chiesto il rimborso del biglietto, perché il bagno l’ho fatto ma il miracolo non è successo. E l’acqua era pure fredda che ho rischiato di morire assiderata!

Sosta veloce per un pranzo di cui è meglio tralasciare i dettagli. Diciamo che ho mangiato di meglio. Questo è l’unico posto dove mi sono fatta convincere a fare la ‘turista’ e comprare la bottiglia di Mezcal con la mia foto sull’etichetta: $20 e senza MasterCard, ma mi piace.

Si arriva a Chichén Itza. Ci sono circa trenta gradi all’ombra e di ombra, beh, non si vede neppure l’ombra…scusate il gioco di parole! C’è qualcosa di magico nell’aria. Saranno forse tutte le storie che si sono sentiti negli ultimi anni riguardo alla profezia, sarà che il giorno della profezia ha segnato un nuovo inizio nella mia vita, però mi sento incantata da questo luogo. La nostra guida ci spiega tutti i dettagli del luogo, le regole del gioco della pelota e tutti i calcoli matematici e astrologi che sono stati usati dai Maya nella costruzione della piramide. Le strade sono piene di venditori di chincaglierie: dalle maschere Maya ai vestiti, dai ciondoli ai fazzoletti ricamati a mano che poi a mano non sono fatti. Ci mettono in guardia nei confronti di queste persone: se volete comprare qualcosa, contrattate. Se vi chiedono 1000 pesos, vuol dire che si accontentano di 100. Io ho già dato il mio contributo all’economia messicana comprando la bottiglia di liquore e sinceramente, per quanto sia attratta dalle maschere, non avrei comunque posto in valigia.

La giornata scorre veloce e dobbiamo ripartire per poter rientrare nella tabella di marcia, ma considerato il ritardo della partenza mattutina, a Valladolid abbiamo esattamente quindici minuti di tempo.

Toccata e fuga.

Giusto qualche foto alla chiesa principale, alle persone che ciondolano nella piazza e già vedo la nostra guida spazientita perché’ sono l’ultima a rientrare sull’autobus. Non capisce il mio genio creativo!

Si arriva a Cancún alle 22:30. Sono distrutta ma contenta di avere trascorso un’altra giornata in questo meraviglioso paese.

0

 "Mi piace" / 0 Commenti
Condividi questo articolo:
Loading Facebook Comments ...

Archivio

> <
Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec
Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec
Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec