02
Giu-2013

From the Dead to the Red – di Roberto Pierobon

Un giorno il mio amico Piero, mi parla di un’idea che gli frulla da parecchio tempo nel cervello: un viaggio con partenza Mar Morto e arrivo Mar Rosso, percorrendo l’antica Via dei Re in bicicletta. Detto fatto, la sera mi metto subito a cercare informazioni su internet (cosa faremmo noi viaggiatori di avventure senza?!). Accedo a Google Maps e provo a verificare il percorso: fattibile! Cerco associazioni che organizzano escursioni in MTB in Giordania; ne trovo alcune, mi metto in contatto via mail  e spiego loro cosa vorrei fare. Alcune non rispondono, altre sì: controllo il loro sito e ne scelgo una che mi sembra la più affidabile. Concordiamo un programma e mi faccio spedire il preventivo. Il giorno in cui lo ricevo, telefono a Piero che con grande sorpresa accetta subito e decide di coinvolgere anche un suo amico.

Siamo in aeroporto a Venezia in partenza per Amman con scalo a Zurigo, dove ci incontriamo con il resto della comitiva: Teo e Milena che arrivano da Bologna e Giacomo che arriva da Bruxelles, l’unico del gruppo che parla bene l’inglese ed eletto all’unanimità traduttore ufficiale del viaggio. All’arrivo ad Amman, dopo un primo momento di smarrimento (non c’eravamo capiti con l’agenzia sulla procedura da fare per il visto), usciamo e troviamo ad attenderci Atef, il nostro riferimento locale, che ci accompagna fuori e ci presenta Ghepard che da questo momento in poi sarà il nostro autista munito di pulmino per gli spostamenti. Ci accompagnano all’albergo, dove depositiamo i bagagli e prendiamo possesso delle camere: tre doppie così suddivise: Teo e Milena, Piero e Lorella e Giacomo e il sottoscritto; questa sarà la combinazione per tutto il viaggio. Dopo una rinfrescata scendiamo nell’atrio, dove abbiamo appuntamento per la visita a piedi della città di Madaba. Qui vediamo la chiesa con il mosaico raffigurante la terra promessa e dopo aver visitato e camminato a sufficienza ci fermiamo per cena in un tipico ristorante locale, molto bello. Ci abbuffiamo letteralmente di prelibatezze locali e devo dire che in Giordania si mangia bene e che nessuno dei partecipanti si è mai lamentato del cibo.

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Madaba, rappresentazione del mosaico

Dopo aver fatto colazione, il nostro autista ci porta a ritirare le biciclette e subito ci viene presentata Anas, la guida che ci accompagnerà in bicicletta. A questo punto sorge un piccolo inconveniente: avevamo chiesto i pedali con gli agganci per le scarpe, ma ne sono sprovvisti. Poco male: cambiamo noi le scarpe, usando quelle da trekking sui pedali normali. Dopo avere effettuato tutte le regolazioni necessarie sulle bici, saliamo in sella e iniziamo la vera avventura. Subito dopo i primi chilometri cominciano a formarsi sopra la nostra testa dei bei nuvoloni.  Cominciamo a discutere e concludiamo che: “In Giordania piove una volta all’anno, vuoi che capiti a noi?! Nooo, è impossibile!”. In men che non si dica, una pioggia torrenziale ci obbliga a salire sul nostro pulmino che fortunatamente il bravo Ghepard tiene a una distanza di sicurezza. Attendiamo che smetta e riprendiamo a pedalare.  Arriviamo al Monte Nebo, dove visitiamo il memoriale di Mosè: si narra che qui sia morto senza poter raggiungere la terra Promessa. Verso mezzogiorno arriviamo presso l’abitazione di un pastore locale e ci fermiamo per il pranzo ospitati da questa famiglia gentilissima. Ci fanno accomodare in una stanza, seduti su dei tappetti intorno a un grande vassoio contenete pollo, riso, patate e verdure varie. Dopo aver mangiato, ci fanno visitare il cortile, dove il pastore ci mostra l’orgoglio della famiglia: un dromedario che, assieme ad alcune capre, compone il nucleo del gregge.

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 Il Memoriale di Mose’

Una volta ripartiti, aggiriamo Mukawi, villaggio famoso per la presenza delle rovine della fortezza di Macheronte, dove Erode fece decapitare Giovanni Battista su di Salomè, e poco dopo iniziamo la discesa verso il mar Morto, il punto più basso della terra; circa 400 metri sotto il livello del mare. In alcuni tratti di questa discesa le donne hanno preferito scendere dalla bicicletta, tanto era ripida e dopo circa un’ora arriviamo all’hotel in riva al mare che ci ospiterà per la notte. Considerato che il tempo lo permette, optiamo per un bagno in mare, curiosi di provare quello che si è sempre sentito dire e cioè che si galleggia in qualsiasi modo ed è proprio vero! Le abbiamo provate tutte: in piedi, con le mani e i piedi fuori, di pancia, in fianco; non c’è modo di andar sotto! Attenzione però: l’acqua è così salata e sembra quasi olio; se per sbaglio arriva agli occhi o avete qualche taglio, è impossibile rimanere da quanto brucia e bisogna subito sciacquarsi con acqua dolce. Si torna in hotel per cena e poi a nanna. Un piccolo particolare di questo albergo a quattro stelle: Giacomo ed io abbiamo una camera con salotto, due bagni e un’immensa camera da  letto con vista sul mare, ma cosi’ anche tutti gli altri. Non male davvero!

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