04
Mag-2013

Chia, la perla del sud

C’è un particolare profumo nell’aria, unico al mondo. Non saprei dire esattamente di cosa, perché è un misto di fragranze, di ricordi e di sensazioni. E’ il caldo afoso dell’estate che si mischia con l’odore del cisto “su murdegu”, del mirto “sa mutta”, del finocchietto selvatico “sa mata faua” e del lentischio “sa modditzia”. Sono profumi forti e caratteristici, inconfondibili, indimenticabili. Lungo le coste, dove la brezza marina è spesso un sollievo durante le giornate più afose, è facile imbattersi nei vari tipi di vegetazione caratteristici della Sardegna e il profumo portato dal vento ti penetra nelle narici, nella mente e nel cuore.

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(Le acque di Chia)

E’ cosi anche a Chia, una delle mie mete preferite in assoluto. Non ci andavo da quasi vent’anni, l’ultima volta forse quando ritornai in Sardegna dopo il primo anno trascorso negli Stati Uniti. Ho dei ricordi bellissimi qui, quando da ragazzina venivo da queste parti con mio fratello, mia sorella e i nostri amici. Solo il viaggio in macchina, nel pulmino verde e bianco che mio padre usava per il suo lavoro e sponsorizzato “Necchi”, che legalmente poteva contenere un massimo di sette persone ma che ufficialmente ne trasportava anche otto o nove alla volta, era un’avventura. Ci si alzava prestissimo la mattina per evitare il traffico dei vacanzieri della domenica e una volta caricata la macchina con tutti i passeggeri, l’anguria e le birre, si partiva per una giornata al mare. Quante volte abbiamo rischiato multe salate! Quante volte abbiamo effettuato sorpassi incoscienti quando il traffico si faceva più intenso! C’era sempre uno di noi incaricato di fare da navigatore, seduto fuori dal finestrino a controllare un eventuale blocco, sia di traffico che di polizia! Quante volte questa persona ha rischiato di trovare la sua faccia incollata a un cartello stradale quando per superare una macchina mio fratello finiva spesso in cunetta o sul ciglio della strada! E quante risate e quanti ricordi all’interno di quel furgoncino FIAT 850 che per tanti anni è stato il nostro mezzo ufficiale di trasporto!

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(Le spiagge di Chia)

Mi piace tornare con la mente al ricordo di quei giorni spensierati e felici, quando ancora credevo di essere in grado di conquistare il mondo! La trovo migliorata Chia dopo tutti questi anni e sono felice di vedere che la sabbia è ben curata e pulita, dato che non è raro trovare testimonianze dell’inciviltà dei bagnanti, nostrani e stranieri, che trovano normale lasciare sull’arenile la spazzatura accumulata. Ora la spiaggia è servita da alcuni chioschi stagionali, punto di ristoro soprattutto durante le giornate più calde, e lettini e ombrelloni sono disponibili a tutti….coloro che pagano!

Il litorale di Chia e’ talmente lungo che e’ suddiviso in zone: Cala de sa musica, Isolotto Su Cardulinu, Sa Colonia, Cala del Morto, Porto Campana, Su Giudeu, Cala Cipolla, tanto per nominarne alcune, tutte bellissime, anche se la mia preferita e’ stata e rimarrà per sempre Su Giudeu. Dall’alto della torre spagnola si può ammirare tutta la parte costiera sino ad arrivare al faro, che da qualche anno è stato ristrutturato e trasformato in un albergo lussuosimo…e costosissimo….ma bellissimo! Io, che solo recentemente ho avuto la maniera di visitare il nord della Sardegna spesso decantato come posto meraviglioso, non credo che il mio sud abbia nulla da invidiare a nessun’altra zona dell’isola.

Ogni angolo della mia terra è un pezzo di paradiso. Provare per credere!

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