image

(Cagliari – Il Bastione di St. Remy)

Ogni volta che rientro in Sardegna, chiedo sempre di avere un posto al finestrino sull’aereo che da Roma mi porta a Cagliari. Ho già parecchie ore di volo alle spalle, avendo volato tutta la notte da New York a Fiumicino, che fatico a tenere gli occhi aperti. Ma appena raggiungiamo le coste sarde, è come se una sveglia cominciasse a suonare nelle mie orecchie; un campanellino d’allarme che mi avvisa che sto arrivando a casa. L’amore per la mia terra è qualcosa che è cresciuto col tempo, ma soprattutto con la lontananza. E’ proprio vero che le cose si apprezzano maggiormente quando non sono più a portata di mano e in questi anni trascorsi all’estero, sono diventata più sarda che mai.

image

(Cagliari – La Sella del Diavolo – “The Devil’s Saddle”)

Guardo fuori dal finestrino di nuovo e l’azzurro del mare è improvvisamente interrotto dal bruno della terra, le colline spoglie e deserte, giusto qualche sprazzo di verde qua e la’, ch e’ una cosa rara soprattutto in estate. Ecco ora i campi di grano del colore dell’oro che brillano al sole e questo significa che stiamo per arrivare a Cagliari; abbiamo ormai superato la zona montuosa della Sardegna e stiamo sorvolando la pianura del Campidano. Ogni tanto si scorge la sagoma di un paesino e ogni volta cerco di riconoscere di quale possa trattarsi, sperando un giorno o l’altro di potere vedere Senorbi, il paese in cui sono nata e cresciuta. Non dovrebbe essere difficile, data la particolare forma a croce che lo distingue, ma da questa altezza alla fine mi sembrano tutti uguali che rinuncio alla mia impresa. Prima di arrivare a Cagliari, l’aereo vira per posizionarsi all’atterraggio e tutto il golfo di Cagliari è visibile sotto di me: il famoso “Golfo degli Angeli” con la sua “Sella del Diavolo” che come vuole la leggenda, è l’unica impronta della presenza di Lucifero, sconfitto dagli angeli nella lotta per il dominio di questa zona. Il pilota annuncia che abbiamo appena iniziato la discesa verso l’aeroporto di Elmas e sembra quasi che l’aereo tocchi l’acqua sotto di noi, sino a quando l’impatto con la pista d’atterraggio non mi fa tirare un sospiro di sollievo.

Sono a casa finalmente!

0

 "Mi piace" / 0 Commenti
Condividi questo articolo:
Loading Facebook Comments ...

Archivio

> <
Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec
Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec
Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec