02
Mag-2013

Badesi e Isola Rossa

Arrivati a Li Junchi, una delle spiagge di Badesi, ci rendiamo subito conto che pur essendo bellissima, Enrico ed io abbiamo bisogno di qualcosa che ci tenga occupati, non essendo molto propensi a trascorrere una giornata al sole senza nulla da fare.

In fondo a destra si scorge la sagoma di un’altra località: Isola Rossa. “Che dici? Tre kilometri ad occhio e croce?”  “ Ma si Mary, abbiamo fatto di peggio durante le nostre escursioni!”.

Fernando, il mio amico d’infanzia, mi chiama al telefono.

“Parto per Senorbi fra qualche ora, passo a salutarvi”

“Ok, ti aspettiamo qui, poi noi andiamo a fare una passeggiata lungomare sino a Isola Rossa”

“Voi siete fuori di testa! E’ lontano da Badesi!”

“ Figurati! Siamo abituati a camminare noi!”

“Io devo fermarmi a Isola Rossa prima di partire. Se avete bisogno di qualcosa, basta fare uno squillo”

Ci incontriamo dopo qualche minuto per un caffe in spiaggia e ci congediamo subito dopo, ognuno per la sua strada. Enrico ed io iniziamo la nostra escursione, armati di macchine fotografiche, scarpe da ginnastica appese con i lacci legati intorno al collo, perché siamo diventati previdenti, e cellulare perché non si sa mai! Il percorso iniziale e’ facile; camminiamo sul bagnasciuga morbido e umido; e’ ancora presto per cui la temperatura e’ piacevole. Isola Rossa è lì di fronte a noi, non troppo lontano, forse mezz’ora di cammino.

Lungo il sentiero ci ritroviamo ad attraversare una spiaggia fatta di sassi grossi e traballanti che bisogna davvero trovare l’equilibrio giusto o c’è il rischio di scivolare e farsi moooooolto male. Qui le scarpe da ginnastica tornano utili e qui le bestemmie fioccano in tutte le lingue,: tra sardo, inglese e fiorentino abbiamo soltanto l’imbarazzo della scelta. La costa subito dopo si ritira a formare un’insenatura che rende ancora più lunga la nostra passeggiata e dobbiamo passare attraverso un campo incolto, pieno di erba spinosa che ci graffia le gambe.

“Ma sbaglio o Isola Rossa è ancora lontana?”

Non so quanto abbiamo camminato finora ma piuttosto che avvicinarsi, la nostra meta sembra allontanarsi sempre di più. Sono stanca, il caldo comincia a farsi sentire e siamo nel mezzo del nulla, a metà strada tra una località e l’altra che qualsiasi decisione si prenda, andare avanti o tornare indietro, la lunghezza del percorso non cambia. Ci si presenta davanti un cunicolo tra cespugli alti e pungenti. Ora abbiamo anche le braccia e il torso graffiato. Vorrei picchiare Enrico, ma la decisione di fare questa passeggiata è stata unanime per cui non posso che prendermela con me stessa. Finalmente la luce alla fine del tunnel: a poche centinaia di metri davanti a noi, come in un miraggio, la spiaggia di Isola Rossa e un bar dove sedersi a bere una birra rinfrescante, sempre Ichnusa ovviamente!

Non ci siamo ancora posti il problema del rientro. Solo il pensiero di dover percorrere il cammino inverso mi fa venire la nausea.  Seduti al bar ci guardiamo stanchissimi ma soddisfatti di avere portato a termine questa ‘missione quasi impossibile” perché quelle impossibili appartengono solo a Tom Cruise.

“Ma secondo te come facciamo a rientrare a Badesi ora?”

“Passami il cellulare, faccio una telefonata”

“Pronto Fernando? Sei ancora qui? Non è che ci verresti a prendere?”

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