10
Mag-2013

Almuñécar nella regione dell’Andalusia

Oggi è il mio primo giorno in giro per Almunecar. Mi sono svegliata tardi ancora confusa a causa del jet-leg, per cui faccio una colazione veloce al bar della mia amica e dopo avere chiesto indicazioni su come muovermi, mi appresto a fare il mio giro turistico. La prima tappa è playa Puerta del Mar, che dista pochi isolati da casa di Aurora. La spiaggia è fatta di sassi e ghiaia e la giornata è un po’ nuvolosa per cui anche il colore dell’acqua è abbastanza scuro e pur essendo Mediterraneo, non c’è proprio paragone con le nostre spiagge. Meglio cosi, penso. Avrò più tempo da trascorrere in giro, dato che non mi sento assolutamente attratta dal mare qui.

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Playa Puerta del Mar vista dal Peñón del Santo

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Playa Cristobal visto dal Peñón del Santo

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Peñón del Santo – details

Arrivo sino al Peñón del Santo, uno spiazzo ricavato in cima a un costone naturale da dove si può ammirare gran parte del paesaggio costiero. Mentre salgo su per le scale, la prima persona che mi viene in mente è il mio trainer a New York! Finalmente una vacanza dove non trascorro la maggior parte del tempo seduta in macchina. Se potesse vedermi Helio in questo momento, sono sicura che sarebbe molto orgoglioso di me! Dall’alto del peñón, posso ammirare la playa de San Cristobal, dove mi fermo giusto qualche minuto più tardi per fare delle foto ai pescatori che stanno dipanando delle reti. Tra il mio inglese, italiano e quel poco di spagnolo cerco di comunicare con loro per chiedere in anticipo se posso fare qualche scatto. Mi rispondono che vogliono essere pagati, per cui a questo punto scordo italiano e spagnolo e passo all’inglese “I DON’T UNDERSTAND”.  E’ probabile che stiano scherzando, ma tra vedere e non vedere, faccio orecchie da mercante, scatto qualche foto e tiro dritta.

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Pescatori sulla playa Cristobal

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Mi sposto verso il castello medievale di San Miguel, costruito nel punto più alto della citta, proprio sopra le antiche rovine romane. La salita sino in cima è da infarto, lungo una strada ripidissima. Scopro solo dopo che ho preso la via più tortuosa e difficile, ma ho sempre Helio in mente! Sto mangiando sano e mi sto muovendo tanto. Sono quasi orgogliosa di me stessa! Una volta arrivata alla meta, scopro che è quasi l’orario di chiusura. Qui tutto si ferma all’ora di pranzo per fare la siesta e si riapre nel tardo pomeriggio….se tutto va bene. Il signore all’ingresso è gentilissimo, mi lascia comunque entrare per una visita veloce e mi avvisa che nel prezzo del biglietto è compreso pure l’ingresso al museo archeologico, locato qualche isolato più in basso….che ovviamente è chiuso ora!! Vabbè, magari ci torno un altro giorno, visto che ormai è tutto pagato.

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Mi aggiro quindi per le stradine del centro storico. Almunecar mi ricorda un po’ la nostra Castelsardo, con le viuzze strette e ripide. I balconi fioriti e le mattonelle di ceramica a incorniciare le porte mi ricordano però che siamo in Spagna e mi riportano indietro con la memoria a tanti anni fa, quando per la prima volta (e ultima almeno sinora) visitai questo paese. Mi muovo a caso senza una meta precisa e senza una mappa per sapere dove sono esattamente. Vado a naso, guidata dall’istinto e dalla curiosità. Fortunatamente ora è tutto in discesa e le case ai lati delle strade con i marciapiedi larghi abbastanza da permettere il passaggio di una persona alla volta (e magra possibilmente) creano un po’ d’ombra lungo il cammino regalandomi un po’ di ristoro. Ma che caldo fa???? Il cielo si è ripulito dalle nuvole del mattino e pensandoci bene, forse non sono più cosi ‘selettiva’ quando si tratta di mare e un tuffo in acqua non sarebbe poi così disdicevole ora.

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Mi preparo a sfoderare tutto il mio spagnolo per chiedere indicazioni a qualcuno su come rientrare al bar di Aurora, ma c’è solo un piccolo problema: a parte la mia padronanza della lingua a dir poco indecente, ho dimenticato il nome della strada. Ma si può??? Per fortuna appena svolto l’angolo che indica la fine del centro storico, vedo la scritta “Estaciones de Autobuses” e mi ricordo di averla notata ieri non molto lontano dalla Cafeteria Almunecar della mia amica. Questo in italiano si chiama “culo”, ma ogni tanto ci vuole anche quello!!!!

 

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