14
Lug-2013

Allacciate le cinture di sicurezza….siamo quasi pronti al decollo!

Sono nuovamente pronta alla partenza!

Sino ad oggi, questo è stato probabilmente l’anno più bello della mia vita. Sono stata in tre continenti diversi, ho rivisto amici che non vedevo da troppo tempo e non mi sono preoccupata un solo istante di non avere lavorato un solo giorno negli ultimi sei mesi. E’ stata comunque una mia scelta, dopo un lungo periodo durante il quale mi sentivo insoddisfatta della maniera in cui stavo conducendo la mia vita.

Ed eccoci di nuovo qui: la mia valigia è già mezza piena, in attesa delle ultime cose da buttare dentro all’ultimo momento, cercando di non superare i limiti di peso.

E’ stata una settimana un po’ particolare questa. Forse è per via dell’eccitazione del viaggio, ma la mia testa è decisamente da un’altra parte, sull’aereo di già o meglio ancora, è già arrivata a destinazione.  Giusto qualche esempio: stanno facendo dei lavori di restauro nel mio palazzo e ogni giorno dal lunedì al venerdì, ho sempre qualcuno che penzola fuori dalle mie finestre, facendo chissà cosa alla facciata del condominio. Diciamo che ci sono state alcune occasioni in cui avrebbero potuto vedermi gironzolare nuda per casa e a dire il vero, non sono esattamente sicura che non sia successo. Sono pure venuti a casa mia qualche giorno fa, dato che stanno verniciando le porte e imbiancando le pareti di ogni singolo piano.

“Lascio la porta aperta così potere verniciare anche gli interni?
“Sì, fai pure. Ti diciamo quando abbiamo finito”.

Cosi ho fatto e ho lasciato i tipi fuori dal mio ingresso e ho continuato ad occuparmi delle mie faccende. Due ore più tardi erano già andati via ed io ho deciso di riconquistare la mia privacy, chiudendomi la porta alle spalle. Qualche ora dopo ho dovuto chiamare la portineria perché’ qualcuno venisse a liberarmi: quando mi sono preparata per andare in palestra, non potevo uscire dall’appartamento. La vernice della porta era ancora fresca ed è rimasta incollata agli stipiti, rendendo quasi impossibile aprirla dall’interno. IDIOTA IO!!

Ma spostiamoci a ieri. Vado in giro per Manhattan per prendere le ultime cose che voglio portare con me. Presumo che sia da parecchio tempo che non andavo in giro durante un sabato pomeriggio, ma la città sta letteralmente esplodendo per la quantità di gente in giro. Le persone sono ovunque e ognuno se la prende comoda, camminando con una  lentezza spaventosa, godendo della calura, dell’umidità e del sudore. Sono tutti fermi all’ingresso dei negozi dove devo entrare, formando dei gruppetti in mezzo al marciapiede proprio quando devo correre a prendere il bus, che ovviamente parte senza di me poiché arrivo due secondi troppo tardi; entrano nei posti proprio quando io apro la porta cercando di uscire e non una, ma dieci, venti persone di seguito tanto che potrei essere nominata “portinaia dell’anno” se solo lavorassi lì e se solo non avessi mandato “affanculo” (e qui ci vuole!) ciascuno di loro. Tutto questo perché ho fatto l’errore di chiedere a mio fratello se avesse bisogno di qualcosa da New York.

“Due magliette dell’Hard Rock”…che ovviamente si trova nel cuore di Times Square, il luogo più popolato di tutta la citta’! Devo solo imparare quando e come tenere la bocca chiusa.

Ho una fame da lupi a questo punto. Sono stata giù a Downtown per comprare alcune cose, sono tornata a Midtown e ora vedo il mio bus arrivare sulla 42nd Street. Niente e nessuno mi impediranno di salire sull’autobus, per cui una gentile spintarella alle persone sulla mia destra e una a quella sulla mia sinistra e mi faccio strada sull’M42. Ho con me tutte le buste dello shopping, sono stanca e ho bisogno di mangiare qualcosa.

“Mi fermo un attimo al supermercato sotto casa”, scrivo alla mia amica in Italia. L’hanno appena aperto una decina di giorni fa e a parte il meraviglioso angolo della gastronomia, e’ letteralmente a venti passi da dove vivo.

“Sono $11.03”. Non male per un contenitore pieno di pollo con la salsa teriyaki, mais e zucchine al vapore e platani fritti. Peccato non possa pagare perche ho lasciato la mia borsa, con portafogli, documenti e chiavi di casa, sull’autobus!!

“Torno subito!”

Corro veloce come non ho mai fatto in vita mia. Peccato che nessuno abbia preso il mio tempo, perche sono fermamente convinta di avere battuto il record mondiale dei duecento metri.

“Mi scusi, è questo l’autobus che è appena arrivato dalla 42nd street”? Chiedo all’autista che è fuori dalla porta, dato che (grazie a Dio!), la fermata dopo il mio palazzo è il capolinea e pertanto si ferma qualche minuto prima di riprendere la sua corsa.

“Perche’…hai forse perso qualcosa?” Mi chiede con un’aria beffarda. Ce l’ha lui!!!!! Mi sa tanto che non lascerò casa mia sino a lunedì sera quando devo andare in aeroporto. Chissà che altro mi succederà sino ad allora.

Ma torniamo alla mia valigia: ho trovato un sistema per semplificare le cose. Inizio a mettere sul letto i pantaloni a cui aggiungo man mano una maglietta o un top in modo da creare un completo da indossare, tenendo presente che la maggior parte del tempo sarò in spiaggia con solo il bikini addosso oppure a casa con mia madre.

SIII!!! Dopo essere stata in giro per il mondo, sto finalmente tornando a casa per un mese e mezzo e non vedo l’ora di essere li. Sono stata in Florida, in Messico, in India e in Spagna sinora quest’anno. Mi sono innamorata di ogni posto che ho visitato e della gente che ho incontrato, del cibo e della compagnia. Ma sapete come si dice, non c’è posto più bello di casa propria!!

Sardegna, arrivo!!!!

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